a Civita


Guide ai monumenti di Civita di Bagnoregio

 

CHIESA DI SAN DONATO

Chiesa di san Donato a Civita di BagnoregioLa larga piazza, in terra battuta, è uno dei luoghi più magici. A dominare la scena è la Chiesa di San Donato, di fronte all’antico palazzo comunale di Civita. La costruzione originaria risale al V secolo, di fattura romanica.

Basta entrare per spalancare davanti agli occhi uno scrigno ricco di tesori. Forse il principale è il crocifisso ligneo di scuola donatelliana, con uno sguardo magnetico del Cristo. Vale la pena fermarsi qualche minuto a osservalo nel dettaglio e farsi rapire dalla sua espressività.

Posizionandosi di fronte al crocifisso si può vedere Gesù ancora vivo, veduto da sinistra il crocifisso è agonizzante, mentre veduto da destra Gesù è immerso nel sonno della morte. La facciata è rinascimentale e nel campanile a torre sono situati due sarcofagi etruschi in pietra di basalto.

Nel 1695 un terremoto causò gravi danni alla cattedrale, che fu trasferita nel vicino centro abitato di Bagnoregio, dove la chiesa collegiata di San Nicola fu eretta a nuova cattedrale diocesana.

 

LA VALLE DEI CALANCHI

Valle dei calanchi di Civita di BagnoregioLa magia dei Calanchi rende unico il paesaggio in cui sembra incastonata Civita. Non a caso il borgo è stato definito in tempi recenti ” la perla dei Calanchi”. Si tratta di caratteristiche forme di erosione create dagli agenti atmosferici nei millenni.Osservando la rupe su cui poggia Civita di Bagnoregio si notano diverse stratificazioni geologiche, basamenti calcarei, argille sabbiose, sabbie e conglomerati. Questa profonda eterogeneità è responsabile della vastità dei fenomeni erosivi che si presentano come dei profondi “tagli” nei fianchi delle alture, da qui la caratteristica assenza di vegetazione della valle. Su questi strati poggiano quelli creati dall’attività eruttiva del complesso vulcanico vulsino .La magia dei Calanchi rende unico il paesaggio in cui sembra incastonata Civita. Non a caso il borgo è stato definito in tempi recenti ” la perla dei Calanchi”. Si tratta di caratteristiche forme di erosione create dagli agenti atmosferici nei millenni.

Denominato “Forre della Teverina”, questo territorio è compreso nei Comuni di Bagnoregio, Castiglione in Teverina, Celleno, Civitella d’Agliano, Graffignano e Lubriano. Molto suggestivo è il panorama, soprattutto se ammirato al tramonto.

 

MUSEO GEOLOGICO E DELLE FRANE

Museo geologico e delle frane Civita di BagnoregioMerita una visita il Museo Geologico e delle Frane. Si trova all’ interno di Palazzo Alemanni, in piazza San Donato. All’interno è possibile vivere il racconto, dal punto di vista geologico, di questo territorio. Stanze molto belle e interattive raccontano le erosioni, le frani, i materiali che formano queste rocce così straordinariamente belle.

Orario estivo dal 01/06 al 31/08 dal martedi alla domenica, ore 9.30-13.30 e 14.00-18.30. Molto bello per chi vuole capire le problematiche per uno dei posti più belli d’Italia. Si può prenotare al numero 3286657205. Per info info@museogeologicodellefrane.it.

 

CASA DI SAN BONAVENTURA

Casa di San Bonaventura da BagnoregioNel 1524 parte della casa del Santo viene trasformata in chiesa di cui sono scarse le notizie. Ad oggi a seguito dei continui crolli, rimane solo un rovina. La sola scala di ferro, che porta in quel che rimane della casa, è visibile ma non agibile al pubblico in quanto sospesa nel vuoto. Vale la pena spingersi in questo angolo del borgo e cercare di intercettare la dimensione contemplativa che accompagnò Bonaventura nella sua importante vita e nei viaggi che realizzò in mezza Europa.

Chi arriva qui si fermi a pensare su quale grande uomo nacque e visse la giovinezza in questo posto così remoto e sperduto. Qui venne al mondo e crebbe il biografo di San Francesco, l’uomo che scrisse la Legenda Maior che ispirò il grande Giotto che ad Assisi raffigurò le scene della vita di Francesco.

PORTA SANTA MARIA

Porta Santa Maria Civita di BagnoregioÈ l’unico ingresso rimasto per accedere a Civita, conosciuta anche come Porta Cava, è stata intagliata nel tufo in epoca etrusca e successivamente chiamata Porta Santa Maria, perché vicino ad una chiesa edificata in onore alla Madonna. In epoca medioevale la porta subì dei cambiamenti architettonici come l’inserimento dell’arco gotico. Fu inoltre arricchita da una serie di fregi dal forte valore simbolico oltre che storico. Sulle pareti sono incise infatti delle croci, che presumibilmente vanno attribuite ai Templari di ritorno dal viaggio in Terra Santa; queste, inserite all’interno di triangoli, rievocano le croci del Golgota a Gerusalemme.

Sui lati della porta alcuni bassorilievi in pietra celebrano la vittoria che gli abitanti di Civita di Bagnoregio ottennero nel 1457, quando riuscirono a ribellarsi al predominio della potente famiglia orvietana dei Monaldeschi. I Monaldeschi, di fede guelfa, avevano assunto il controllo della città per sottrarla alle mire dei ghibellini di Viterbo. Tuttavia il loro controllo si tramutò presto in dominio vero e proprio, a cui gli abitanti di Civita, stanchi ed esasperati, si ribellarono arrivando a distruggere il castello della Cervara, dimora dei Monaldeschi. In ricordo di tale vicenda vennero murati due minacciosi leoni in pietra basaltica, che trionfanti stringono tra i loro artigli delle teste umane.

Una volta varcata questa celebre porta, si entra in un museo a cielo aperto: Civita di Bagnoregio.

In origine le porte erano due (alcuni sostengono che in realtà le porte di accesso a Civita fossero addirittura cinque): da Porta della Maestà si diramava una stradina che secondo la leggenda conduceva alla fonte termale posta nella sottostante Valle dei Calanchi e che spiegherebbe la derivazione del nome Balnoregium, traduzione letterale di “Bagno del Re”. Civita di Bagnoregio, fra il 756 e il 774, era dominata dai Longobardi, il cui re Desiderio afflitto da una grave malattia soleva fare dei bagni nella presunta stazione termale.

 

TUNNEL (AL MOMENTO NON AGIBILE)

tunnel civita di bagnoregioLo chiamano “il bucaione”. Per raggiungerlo occorre attraversare il paese e scendere verso la Valle. Questo tunnel fu realizzato il secolo scorso allargando un acquedotto romano, tutto questo per consentire il passeggio dei carri. A nord del tunnel sono visibili i resti di un antica tomba.

Durante la seconda guerra mondiale servì anche come riparo e nascondiglio. Tante storie hanno segnato questo luogo che apre verso la Valle, dove sono visibili tracce di orti e coltivazioni oggi in gran parte abbandonate. A Bagnoregio si coltivavano le arance, grazie ai particolari microclimi generati e lo zafferano.

 

CAPPELLA MADONNA DEL CARCERE

cappella madonna del carcereQuesta piccola grotta/cappella rappresenta ciò che resta della Contrada Carcere dopo che questa sprofondò nella valle in seguito al terremoto del 1965. Un tempo tomba etrusca, divenne poi abitazione e stalla di pastori.