Porta Santa Maria


 

STORIA DI PORTA SANTA MARIA

Porta Santa Maria Civita di BagnoregioPorta Santa Maria è l’unico ingresso rimasto per accedere a Civita, conosciuta anche come Porta Cava, è stata intagliata nel tufo in epoca etrusca e successivamente chiamata Porta Santa Maria, perché vicino ad una chiesa edificata in onore alla Madonna. In epoca medioevale la porta subì dei cambiamenti architettonici come l’inserimento dell’arco gotico. Fu inoltre arricchita da una serie di fregi dal forte valore simbolico oltre che storico. Sulle pareti sono incise infatti delle croci, che presumibilmente vanno attribuite ai Templari di ritorno dal viaggio in Terra Santa; queste, inserite all’interno di triangoli, rievocano le croci del Golgota a Gerusalemme. Sui lati della porta alcuni bassorilievi in pietra celebrano la vittoria che gli abitanti di Civita di Bagnoregio ottennero nel 1457, quando riuscirono a ribellarsi al predominio della potente famiglia orvietana dei Monaldeschi. I Monaldeschi, di fede guelfa, avevano assunto il controllo della città per sottrarla alle mire dei ghibellini di Viterbo. Tuttavia il loro controllo si tramutò presto in dominio vero e proprio, a cui gli abitanti di Civita, stanchi ed esasperati, si ribellarono arrivando a distruggere il castello della Cervara, dimora dei Monaldeschi. In ricordo di tale vicenda vennero murati due minacciosi leoni in pietra basaltica, che trionfanti stringono tra i loro artigli delle teste umane.

Una volta varcata questa celebre porta, si entra in un museo a cielo aperto: Civita di Bagnoregio.

In origine le porte erano due (si narra che in realtà le porte di accesso a Civita fossero addirittura cinque): da Porta della Maestà si diramava una stradina che secondo la leggenda conduceva alla fonte termale posta nella sottostante Valle dei Calanchi e che spiegherebbe la derivazione del nome Balnoregium, traduzione letterale di “Bagno del Re”. Civita di Bagnoregio, fra il 756 e il 774, era dominata dai Longobardi, il cui re Desiderio afflitto da una grave malattia soleva fare dei bagni nella presunta stazione termale.