Civita diventa una tesi di laurea all’Università di Bologna

Civita di Bagnoregio diventa una tesi di laurea dal massimo dei voti all’Università di Bologna

Incontro tra il neo dottore Matteo Angeloni e il sindaco Francesco Bigiotti

“A Civita di Bagnoregio è stata costruita una vera e propria rivoluzione e un luogo chiamato la città che muore è diventato uno dei più importanti attrattori turistici d’Italia, nel giro di pochi anni”. Queste le conclusioni a cui giunge nella sua tesi Matteo Angeloni, montefiasconese laureato con il massimo dei voti all’Università di Bologna. 

“Finita la discussione ho ricevuto tanti applausi e i presenti hanno seguito con molta attenzione, manifestando in diversi la volontà di andare a vedere con i propri occhi Civita”. Racconta Angeloni. Un lavoro il suo che prende in esame le strategie adottate in questi anni dall’amministrazione di Bagnoregio, guidata dal sindaco Francesco Bigiotti, per arrivare alla costruzione e comunicazione di un brand territoriale oggi ben riconoscibile e forte.

Questa mattina il neolaureato ha avuto un incontro con il sindaco Bigiotti. “E’ importante che i ragazzi del nostro territorio abbiano recepito il forte messaggio di ottimismo che siamo riusciti a dare, nei fatti, con il successo turistico di Civita – queste le parole del primo cittadino -. C’è tanto lavoro da fare ma è proprio ora che arriva il bello di questa azione che in maniera consapevole vogliamo allargare. Civita può ancora crescere ma è necessario aumentare l’offerta turistica delle nostre zone, in maniera da incrementare la permanenza. Lì si gioca una sfida ancora più grande di quella dell’attenzione da accendere, su cui ci riteniamo più che soddisfatti. Sono tanti gli studenti, anche da altre parti d’Italia, che vengono per conoscere e approfondire quanto è stato fatto qui. Siamo orgogliosi di ciò e convinti che i lavori di questi giovanissimi possano rappresentare validi strumenti di ulteriore riflessione e spunto”.  

Significativo il titolo scelto per la tesi: “Civita di Bagnoregio, il borgo che non muore: rilancio di un brand territoriale”. 

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