IL GIGANTE CON I PIEDI D’ARGILLA

IL GIGANTE CON I PIEDI D’ARGILLA

 

Cercando il tuo passato dsc_9419

mi perderei nella notte dei tempi

ne voglio essere profeta

di quale sarà il tuo domani,

perciò mi soffermo, o Civita,

a contemplare il tuo presente e

il mio pensiero è questo:

“Son cresciuto nella vallata

che tu, regina senza età, maestosa

sovrasti e per anni hai difeso

i miei giochi, cullato i miei

sogni . . . . .  e ti vedevo

inespugnabile fortezza, dimora

divina, covo d’ogni mia

perduta speme . . . . .

Ma il tempo passa in fretta

e mi ritrovo già maturo

a passeggiar per le tue vie

solitarie, sperduto in altrettanto

solitario pensiero o mi rivedo

nei caldi pomeriggi ad esser

cicerone e guida di graziose

fanciulle

e quante volte le tue mura han fatto

eco alla Banda del paese nella quale

son partecipe. . . .  .”

Mi trovavo in questi giorni

ad osservare i lenti fossi

che, uno a destra e uno a manca,

scorrono ai tuoi piedi

logorando voraci ogni tuo

sostegno quasi che l’acqua,

non contenta di ammirarti

nei pochi attimi che passa, in

ogni suo gorgheggio portasse via

un ricordo!

Ma più che il tempo

chi veramente ti logora

è la “burocrazia!”

L’uomo infatti egoista e

fanatico che non conosce neanche

i propri giorni, vuol essere

padrone del tuo natural destino;

purtroppo se l’uomo (falso adulatore)

da una parte sostiene, la natura, ahimè,

dall’altra ti abbandona . . . . .

Cosa ti hanno fatto,

o Civita?!

Hanno saputo ribaltare

la tua sorte ed ora non più

matrigna di romantiche serate, non più

sospirata meta dei tuoi ammiratori

ma inerme cavia di tanti curiosi

realmente ti vedo “ Il paese che muore!”

Si, hai ragione tu, nulla è eterno

in questo mondo, eppur ti dico:

chissà quante generazioni ancora

potranno ammirare  IL GIGANTE CON I PIEDI

D’ARGILLA!?

 

POETA

FRANCO BERLUCCA

 

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