L’emozione profonda del Venerdì Santo a Vetriolo

L’emozione profonda del Venerdì Santo a Vetriolo

Bigiotti: “Una manifestazione che rappresenta un valore da custodire gelosamente”

Emozioni, spettacolarità, fede. Un’intera comunità al lavoro per regalare e regalarsi un’esperienza unica: la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo a Vetriolo (Bagnoregio). venerdi santo a vetriolo

È il 1982 quando un gruppo di ragazzi di Vetriolo si riunisce nella sala parrocchiale e decide di riprendere un’usanza interrotta qualche decennio prima: la Processione del Cristo Morto. Quello a cui diedero vita va avanti da 36 anni, sempre con la stessa emozione. L’impegno, il sentimento e la cura dei membri del comitato uniti a quelli altrettanto forti dei protagonisti in scena crea quadri suggestivi, impregnati di emozioni, coinvolgenti e affascinanti.

“La rappresentazione della Passione di Cristo di Vetriolo è ogni anno un’emozione che si rinnova. E’ un piacere assistere a questo importante spettacolo, curato nei minimi dettagli dagli organizzatori che ringrazio uno a uno per il loro impegno. Questo tipo di iniziative sanno raccontare in maniera profonda le nostre radici e tradizioni e rappresentano un valore da custodire gelosamente”. Così il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti.

L’esperienza si rinnova venerdì 30 marzo, alle ore 21. Nei giorni che precedono il Venerdì Santo, a Vetriolo c’è un’atmosfera forte, familiare. Tutto il paese è unito sotto lo stesso sentimento e un velo di malinconia misto a tensione aleggia sopra alle scenografie studiate nei minimi dettagli. Tutto il paese diventa il teatro della Sacra Rappresentazione. Le piazze, le vie, i campi si trasformano nei luoghi di Gesù. Allestimenti senza sfarzi, suggestivi nella loro umiltà, sottolineati dalla profonda voce che narra le parole del Vangelo di Luca e dalle toccanti musiche surreali.

Le Sacra Rappresentazione si sviluppa in sei quadri, attraverso un cammino fisico e interiore tra i vari momenti della Passione di Cristo. Si apre con gli importanti gesti dell’Ultima Cena, continua con l’atmosfera tormentata del Tradimento di Giuda, per passare poi alla sensazione di dolcezza di fronte al conflitto interiore che prova il Cristo nell’Orto degli Ulivi. Si arriva così al momento di forte tensione della Condanna e attraverso i passi scanditi dal suono del tamburo si ripercorre il cammino verso il Calvario. L’angosciosa scena dell’Impiccagione di Giuda, poi, segna l’innalzamento della tensione, che culmina con il commovente momento della Crocefissione, dove una nuvola rossa esplode e libera il cuore di ogni spettatore.

 

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