Regis

da Acqua di Civita

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Descrizione

“Balneum Regis”, si tramanda che questa fosse l’antica denominazione di Bagnoregio per le particolari acque termali e terapeutiche che nascevano nei pressi della località. “Il bagno del re” è il significato di tale espressione, che da secoli testimonia l’origine del posto e del nome stesso della città ma che, per noi tre fratelli, ha anche rappresentato la fonte e lo spunto per la creazione di Regis, la nuova fragranza maschile, ideata proprio per dare rappresentazione concreta al cambiamento morfologico di Civita. Il suo complesso olfattivo vede protagonista note di testa fresche e fruttate di limone, arancia, fico e pompelmo che descrivono con estrema vitalità e carattere il presente, la nuova e attuale vita del borgo, il senso di rinascita ed energia che risiede in ognuno di noi. Il cuore è un ricordo esotico e introspettivo del passato, con tonka e note marine che simboleggiano il trascorrere del tempo e che permettono di far riaffiorare i ricordi più belli. La conclusione più legnosa, con cipresso e legno di cedro, è sinonimo di persistenza e coraggio, carattere e perseveranza, ma saprà lasciare, nel respiro più profondo, quella sensazione di sicurezza grazie al sapore dolciastro della noce di cocco, simbolo di forza e speranza per il futuro. Un insieme di emozioni ed ingredienti, un incontro e scontro di gusti e tonalità, questo è ciò caratterizza Regis, una fragranza che fa riflettere e gioire, uno stimolo per scavare nel profondo di noi stessi e ritrovare la nostra essenza.

Informazioni aggiuntive

ml

100 ml, 15 ml, 50 ml

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Acqua di Civita

Fragile come un nido, maestosa come una fortezza, magica come Rivendell, la città degli elfi ne Il signore degli anelli, Civita di Bagnoregio strega migliaia di visitatori da tutto il mondo. Candidata a patrimonio dell’Unesco, protagonista in capolavori d’animazione (La città incantata di Hayao Miyazaki) e in progetti che potrebbero cambiare l’ospitalità italiana sotto il faro di AirB&B che l’ha adottata per accogliere i turisti in “Case d’arte”, Civita è ancora oggi nota anche come “La città che muore” per quei centimetri delle pareti del borgo che ogni anno si assottiglino a causa dell’erosione”, e soprattutto per gli abitanti rimasti, che si contano sulle dita delle mani. Noi tre fratelli, Silvia, Daniela e Andrea crediamo che Civita sia sorgente di vita, perché abbiamo avuto la fortuna di nascere in questo territorio fatato e pensiamo abbia tutte le carte in regola per essere ricordato come una gemma delicata sospesa nello spazio e nel tempo, immortale. Per questo ogni giorno ci impegniamo per garantirne eterna memoria. Memoria dei sensi, memoria delle emozioni che risveglia ogni volta che si percorre il lungo ponte che la divide dal resto del mondo.